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La siccità durante l'Inverno 2006-2007
Si è tanto parlato di come, nei mesi passati, il flusso Atlantico abbia condizionato il tempo e con quale vigore abbia portato pioggia sull'Italia da nord a sud. In realtà , ci sono delle regioni che di acqua ne hanno vista ben poca a causa della propria posizione rispetto ai rilievi, i quali producono la cosiddetta ombra pluviometrica nei settori sottovento. E' questa la differenza sostanziale tra il clima dei due principali versanti italiani, uno più marittimo ad ovest(Oceanico secondo Ivanov) ed uno più continentale ad est. Durante l'inverno 2006-2007, una serie di fattori concomitanti hanno generato un maggior distacco tra l'Adriatico e il Tirreno in termini di piogge cumulate, di stato del cielo, di condizioni atmosferiche generali. Il forte Atlantico, paradossalmente, ha prodotto carenza di acqua e siccità dal Molise al Piemonte.

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Rischio di siccità dal Piemonte al Molise. Foto sito www.lastampa.it
Come mai il flusso di correnti occidentali che hanno dominato la scena europea negli ultimi mesi non ha portato precipitazioni uniformi sul nostro paese? Come mai c'è carenza di pioggia e neve dalle Alpi agli Appennini? La causa principale è da imputare all'assenza di una struttura barica di blocco sull'Europa orientale capace di far stazionare le perturbazioni atlantiche più a lungo sul Mediterraneo. Nonostante la traiettoria bassa del flusso zonale, che ha determinato l'arrivo di continue perturbazioni dal Golfo di Biscaglia sulle nostre regioni, nulla ha permesso ad esse di coinvolgere tutta l'Italia a causa del rapido transito da ovest verso est. Questo, inoltre, è stato aggravato dalle alte temperature che sono affluite, nelle brevi pause anticicloniche, dai settori meridionali del Mediterraneo non permettendo accumuli nevosi in montagna. Altro fattore importante è la mancata tendenza, da parte del fronte polare, a generare ondulazioni meridiane significative. Questo avrebbe favorito l'ingresso di maggiore instabilità e freddo in quota sui nostri mari (in primis il Tirreno) e quindi generato o rafforzato ciclogenesi tipiche dell'inverno.

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deficit pluviometrici registrati dal 1 Novembre 2006 al 31 Gennaio 2007. I colori tendenti al marrone indicano decrementi consistenti. Fonte: NOAA/CPC


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I deficit pluviometrici registrati nel mese di Febbraio 2007. I colori tendenti al marrone indicano decrementi consistenti. Fonte: NOAA/CPC


Per andare ad analizzare le anomalie pluviometriche che si sono registrate nella stagione fredda sul nostro versante adriatico e sul nord-ovest prenderemo in esame alcune località campione da Torino a Termoli. Il capoluogo piemontese pare avere la situazione più critica con un decremento delle precipitazioni in Gennaio e Febbraio del 75% e del 93% rispettivamente.

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Il deficit idrico in Piemonte. Le colorazioni giallo e rosso indicano criticità per le colture primaverili ed estive. Fonte dati: www.regione.piemonte.it


In Emilia-Romagna, anche Piacenza e Cervia viaggiano con deficit piuttosto marcati che si attestano su diminuzioni del 66% e 89% in Gennaio e del 42% e 50% in Febbraio. Il medio Adriatico, che in questi due mesi vive spesso situazioni tipicamente invernali con neve fin sulle coste, oltre ad aver registrato temperature record, ha un marcato deficit idrico che si procrastina dall'autunno. Ad Ancona, in Gennaio, si è avuto un decremento di precipitazioni del 44%; qualcosa di più in Febbraio, ma comunque il mese si è concluso con un passivo dell'8%. Termoli, infine, nonostante sia la località meno piovosa tra quelle menzionate, ha raccolto diminuzioni pari al 61% nel primo mese dell'anno e del 24% nel secondo. Una sequenza di valori negativi rispetto alla norma, insomma.



In previsione dell'avvento dell'estate e della particolare scarsa piovosità che sempre più si manifesta nella stagione calda, c'è solo da sperare che si apra un ciclo più instabile e fresco, non Atlantico però. E' necessario che il vortice polare affondi i suoi artigli con traiettorie maggiormente dirette e meridianizzate e favorisca la genesi di basse pressioni dal sapor tirrenico o adriatico.
 
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